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Antonio Canova

Sabato 8 settembre 2012: 10 poeti per Canova. Reading itinerante di poesia in centro storico.

Canova ancora tra noi. Ma questa volta all’aria aperta, con una iniziativa voluta dall’Istituto di ricerca per gli studi su Canova ed il Neoclassicismo in collaborazione con il Museo Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa.

Sabato 8 settembre 2012 dalle ore 17:30 il centro storico di Bassano del Grappa accoglierà l’iniziativa “Dieci poeti per Canova”: un reading itinerante fra il giardino racchiuso nel chiostro del Museo civico in piazza Garibaldi e la balconata di palazzo Sturm, con una tappa intermedia alla loggetta municipale in Piazza Libertà.
L’operazione è stata affidata a Theama Teatro di Vicenza tenendo conto dei comuni intendimenti in tema di valorizzazione e diffusione dell’arte e della cultura, tramite la formazione, le rappresentazioni e gli eventi. È nato così il progetto speciale “Dieci poeti per Canova” con la collaborazione di operatori culturali dalle variegate competenze teatrali, didattiche, tecniche ed artistiche. L’organizzazione generale dell’appuntamento è compito della Pro Bassano.
Dall’idea iniziale, elaborata dal Comitato scientifico dell’Istituto presieduto da Gianni Venturi, Theama Teatro ha potuto approntare uno spettacolo dal vivo, con la lettura interpretata - più che una semplice recitazione - di liriche in un orizzonte geografico che dal Veneto raggiunge tutta l’Italia ed in un arco cronologico che dal Cinquecento arriva ai giorni nostri: Michelangelo Buonarroti, Gaspara Stampa, Ugo Foscolo, Giacomo Zanella, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, cui si aggiungono le più vicine voci di Biagio Marin, Antonio Faccio, Ernesto Calzavara, Ennio Cavalli ed Enrico Hüllweck.
L’appuntamento trova senso e scopo nella volontà di portare sulla ribalta di un palcoscenico aperto al grande pubblico che induca ad una serie di vitali ed attuali riflessioni sul ruolo della poesia, dell’arte, della cultura nella nostra contemporaneità.
Poco prima del trattato di Campoformido (1797), quando Napoleone avrebbe ceduto la Repubblica di Venezia all'Austria il veneto Canova aveva scritto: «Veggo l'Italia tutta, anzi l'Europa tutta talmente ruinosa che se non fossi trattenuto da tante cose che mi incatenano qui, sarei tentato di andare in America perché mi sento morire per il povero nostro stato che tanto amo». È un atteggiamento, umano e artistico, che Canova condivide con un altro veneto, Ugo Foscolo. Canova e Foscolo cercano risposte nell’idea che bellezza e arte abbiano la funzione di raffinare ed elevare la natura umana da uno stadio originario di ferocia ad un livello superiore di civiltà. In una città mito - Firenze - in un anno fatidico - 1812 - un incontro, una coincidenza, un destino portano Ugo Foscolo davanti all’opera di Antonio Canova. Nel giro vasto e raffinato delle conoscenze foscoliane si parla del lavoro dello scultore e, nel fitto intrecciarsi tra autentico amore per l'arte e futile mondanità con inevitabile annesso di pettegolezzi, le padrone dei salons alla moda da Venezia a Bologna a Firenze a Roma s'interrogano sulle opere commissionate all'artista più in voga d'Europa. Nel poemetto “Le Grazie” il poeta si rivolge allo scultore, autore di una statua di Venere che dal 1812 si trovava alla Galleria degli Uffizi di Firenze, invitandolo a partecipare a un rito in onore delle Grazie, in nome di una comune adesione ai principi del mondo classico. L’inno celebra la nascita delle tre Grazie, considerate “divinità intermedie tra il cielo e la terra” capaci di condurre gli uomini al controllo degli innati istinti primordiali,infondendo armonia e concordia. Canova fu affascinato dall’idea foscoliana e creò il gruppo delle Grazie, partendo da diversi disegni e da un primo bozzetto in creta ora custodito nel Museo civico bassanese. Oggi le Grazie tornano a proporsi in una azione di mediazione culturale, rivelando l’arte e la cultura come motori di una maturazione complessiva del territorio e suggerendo che un ambiente culturalmente favorevole rappresenta una premessa indispensabile per uno sviluppo, anche economico, di una comunità.
L’appuntamento, ad ingresso libero, troverà poi coronamento a sera in un incontro gastronomico a tema che l’associazione dei Ristoratori Bassanesi proporrà nel più affascinante salotto all’aperto di Bassano: la balconata di Palazzo Sturm affacciata sulla liquida frescura del Brenta.

Pubblicato: venerdì, 13 luglio 2012 - Ultimo aggiornamento: mercoledì, 05 settembre 2012