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Testo unico dell’edilizia: il Consiglio comunale all’unanimità rinvia il punto all’ordine del giorno relativo alla contribuzione da parte de...

Nel corso dell’ultima seduta il Consiglio comunale ha deciso all’unanimità di rinviare il punto all’ordine del giorno relativo al recepimento, all’interno dei regolamenti comunali, di un articolo introdotto dalla legge 164/2014 (di conversione del DL 133/2014) di modifica del Testo unico dell'edilizia che riguarda la contribuzione cui devono sottoporsi i soggetti che eseguono interventi edilizi.

In particolare, la nuova formulazione dell'articolo stabilisce che “L'incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria è stabilita con deliberazione del consiglio comunale in base alle tabelle parametriche che la regione definisce per classi di comuni in relazione: […] d -ter): alla valutazione del maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d'uso. Tale maggior valore, calcolato dall'amministrazione comunale, è suddiviso in misura non inferiore al 50 per cento tra il comune e la parte privata ed è erogato da quest'ultima al comune stesso sotto forma di contributo straordinario, che attesta l'interesse pubblico, in versamento finanziario, vincolato a specifico centro di costo per la realizzazione di opere pubbliche e servizi da realizzare nel contesto in cui ricade l'intervento, cessione di aree o immobili da destinare a servizi di pubblica utilità, edilizia residenziale sociale od opere pubbliche”.

Indicativamente si può dire che ai sensi di questo articolo di legge gli interventi in variante urbanistica, o in deroga alle norme vigenti, saranno realizzabili previa corresponsione di un contributo, che si va ad aggiungere a quelli già stabiliti per legge, legato all'aumento di valore dell'immobile/area generato dalla variazione.

“La norma appare a una prima lettura contraddittoria – spiega l’assessore all’Urbanistica Linda Munari - perché sembra voler penalizzare quello che la recente normativa (un esempio fra tutti, i procedimenti SUAP) aveva invece l'intenzione di favorire, con il chiaro scopo di rendere più agevoli le procedure di interesse del settore produttivo e, in particolare, di quello edile, per favorirne la ripresa. Nei giorni scorsi abbiamo presentato un quesito ufficiale alla Regione del Veneto, nell'intenzione di ottenere alcune indicazioni operative, anche nell'ottica di un'uniformità di applicazione da parte dei comuni della nostra regione”.

La stessa Regione del Veneto ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale per sollevare il caso di legittimità costituzionale della norma, e il Consiglio di Stato ha avanzato un'ordinanza di rimessione alla medesima Consulta interessante un dispositivo di legge, specificatamente riferita a Roma Capitale (L. 122/2010), che pare nella forma quasi ricalcare il contenuto del nuovo art. 16 del Testo Unico.

“Dopo avere promosso fino ad oggi, a livello comunale, riforme normative volte ad agevolare la ripresa del settore edile e delle attività economiche, non è intenzione di questa Amministrazione andare ad aggravare situazioni che la stessa legge sembra esortarci a favorire – sottolinea l’assessore Munari - Di fronte a una situazione di questo genere, che presenta larghi margini di incertezza, e alle possibili ripercussioni negative sulle attività economiche, già provate dall'attuale congiuntura, l'Amministrazione ha proposto – e il Consiglio comunale ha condiviso all'unanimità - di darsi il tempo necessario per raggiungere la piena e totale chiarezza sul tema”.

Pubblicato e aggiornato: giovedì, 06 agosto 2015