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Sugli spalti del Castello - Dal 1 agosto il Castello degli Ezzelini si apre al pubblico

Leggende popolari raccontano che il castello di Bassano, fatto costruire dal tiranno Ezzelino utilizzando albume d’uovo al posto della calce, ospiti nei suoi sotterranei l’anima del tiranno che, di notte, esce urlando; in certe notti, addirittura, a mezzanotte in punto, Ezzelino salirebbe a cavallo per girare tre volte attorno alle mura per poi rientrare al primo canto del gallo.

Ai giorni nostri, ormai dimenticate queste apparizioni di gusto horror, il castello degli Ezzelini riesce ancora ad evocare suggestioni da saga medievale, pur proponendosi in modo certamente molto più accogliente. Domenica scorsa a centinaia sono già entrati nel Castello degli Ezzelini, aperto in via sperimentale grazie alla disponibilità della “Masnada Baxani”, gruppo di rievocazione storica ispirato ai masnadieri ezzeliniani. L’Amministrazione comunale bassanese ha ora deciso di rispondere alle richieste dei bassanesi ed alla curiosità dei turisti proponendo in via sperimentale un periodo di aperture estive.

Da sabato 1 agosto fino a domenica 27 settembre 2015 il camminamento attorno alle mura del Castello degli Ezzelini sarà accessibile, grazie ad una convenzione siglata con la Parrocchia di S. Maria in Colle, in orari e modalità concordati. Sarà così possibile ammirare l’ampio panorama che si apre sull’arco pedemontano, veduta davvero incantevole che sempre – e da sempre – affascina il visitatore. Il percorso offre poi una inedita veduta dall’alto sul corso del Brenta e sul Ponte Vecchio.

Ingresso gratuito al sabato e domenica in orario 10:00 –13:00 e 15:00 –18:00, mentre in orario feriale – da martedì a venerdì 10:00 – 13:00 e 15:00 - 18:30– l’accesso sarà consentito all’interno di in un percorso guidato con accompagnamento di personale preposto, con biglietto di accesso -  € 3,00 intero, € 2,00 ridotto - e partenza dalla biglietteria del Museo civico.

Proprio nel castello degli Ezzelini è ambientata la prima opera lirica di Giuseppe Verdi “Oberto conte di San Bonifacio”, tragica storia di tradimento e vendetta composta attorno alla famiglia di Ezzelino III (1835). Ancor più suggestiva, però, è la storia del tesoro sepolto a grande profondità da Ezzelino durante un assedio e rintracciabile da un triangolo scolpito su una pietra. Nello stesso sottosuolo, secondo la leggenda, si snoderebbe un’ampia galleria che collega il castello con le altre fortezze ezzeliniane sparse nel territorio, con quella di Romano, sul Col Bastia, fino a quella di Angarano, sul Castellaro, passando addirittura sotto il corso del Brenta: un itinerario interessante, non c’è che dire. Accontentiamoci, per ora, del camminamento sugli spalti del castello bassanese!

Pubblicato e aggiornato: venerdì, 31 luglio 2015