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Saluto del Sindaco Riccardo Poletto in occasione de "Il Tricolore a Bassano"

Tre colori. Il verde. Il bianco. Il rosso.

E' straordinario come tre colori messi uno accanto all'altro su una bandiera siano così carichi di significati, significati che si moltiplicano nel corso degli anni, dei decenni, dei secoli, ed è per questa ragione che la straordinaria lunghezza di questo tricolore lo rende ancor più evocativo: metro dopo metro possiamo ripercorrere la storia che è seguita a quel 1797, storia con alti e bassi, che ci consegna un paese di cui essere orgogliosi e responsabili.

Che cosa significa per noi oggi vedere così tante persone, appartenenti ad ogni età, molti membri di gruppi, scuole, associazioni, altri singoli cittadini, ognuno con le proprie differenze, tenere per mano un così grande tricolore, tenersi per mano attraverso il tricolore?

Osservando questo meraviglioso dipanarsi non possiamo non interrogarci su cosa significa essere italiani, e più precisamente cosa significa essere italiani volgendosi al nostro passato, al nostro presente e al nostro futuro.

Volgendosi al passato il nostro essere italiani non può non tradursi in una memoria commossa e in un senso di gratitudine verso tutte le italiane e tutti gli italiani che hanno perso la vita, il bene più prezioso, per difendere, liberare, far progredire il nostro paese. Innanzitutto oggi, a cento anni dal primo conflitto mondiale, tutte le persone, civili e militari, morte nel corso di quegli eventi. Ma anche quelle morte prima durante il Risorgimento e poi nel corso del secondo conflitto mondiale, specialmente la Resistenza, e poi ancora nella lotta contro il terrorismo, contro la criminalità organizzata, i morti sul lavoro e in tutte le altre drammatiche e tragiche occasioni della nostra storia.

Nel tempo presente essere italiani non può non richiamarci ad un impegno verso una nuova solidarietà che, associata ad un nuovo sviluppo, sarà in grado di dare a tutti diritti, sicurezza economica e quindi uguaglianza di opportunità, ma anche alla necessità di correlare le legittime esigenze di autonomia con l'unitarietà del paese, e questa con una forte appartenenza europea, dobbiamo sentire nostro, assieme agli altri popoli pionieri dell'unità europea, il dovere di risolvere la crisi di identità che attraversa il nostro continente: la patria della formulazione dei diritti umani deve pretendere di più da se stessa.

Nessuno può dire con certezza cosa significherà essere italiani nel futuro che ci sta davanti, sicuramente dovremo camminare parecchio sul percorso della legalità e del senso civico: la corruzione e il malcostume sono una palla al piede che sta compromettendo in maniera seria la capacità di mantenere e far fruttare il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità da chi ha preceduto. Se saremo in grado di guarire da queste piaghe, se saremo in grado di dare ai nostri giovani  buon esempio e responsabilità, potremo essere ancor più, nel mondo intero,  portatori di bellezza, di creatività, di ingegno, di laboriosità e anche di allegria.

Pubblicato e aggiornato: lunedì, 30 maggio 2016