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Poemi cavallereschi tra Cinquecento e Seicento - Una mostra in biblioteca

Fino al 4 giugno sarà possibile visitare nello spazio espositivo della Biblioteca civica la mostra “Poemi cavallereschi tra Cinquecento e Seicento, gli eroi e l’amore cortese”.

Nei volumi esposti, provenienti dal patrimonio antico della Biblioteca, si possono ammirare rare edizioni dei più famosi poemi epico-cavalleresco pubblicati in Italia tra il XVI e il XVII secolo.  Questo genere di romanzi, nati in epoca medievale, si ispiravano alla narrazione orale diffusa dai poeti popolari, chiamati giullari o canterini, che si esprimevano attraverso canti in ottave spesso accompagnati dalla musica. Appartengono a questo genere i due grandi cicli francesi: quello bretone (ambientato in Inghilterra - vicende di Re Artù) dove prevale l’esaltazione dello spirito d’avventura, e quello carolingio (ispirato al poema La chanson de Roland – vicende di Carlo Magno e del suo paladino Orlando), dominato da uno spirito religioso e nazionale. Altri poemi o romanzi cavallereschi vedono protagonisti personaggi tratti dal mondo classico o di altra provenienza, specialmente orientale, atteggiati anch’essi a cavalieri medievali.

In Italia la loro diffusione inizia nel secolo XII, soprattutto al Nord, dove si traducevano i poemi dei cicli francesi, come per esempio Meliadus , Guiron le Courtois , i Cantari di Lancillotto , di Florio , della Pulzella gaia , del Liombruno , del Bel Gherardino e altri.

Successivamente il genere ebbe un largo sviluppo: nel XIV secolo con il Filostrato di Boccaccio (tratto dal Roman de Troie ), proseguendo nel XV e XVI secolo con le opere di Luigi Pulci, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso.

Nella prima sezione della mostra troviamo esposti Le prodezze di Rodomontino figliuol di Rodomonte scritto da Legname Antonio  nel XVI secolo e Il Drusian dal Leone, nel quale si tratta delle battaglie dopo la morte de' paladini, entrambi pubblicati da Antonio Remondini nel XVIII secolo; un’edizione del XVIII del catalogo di documenti e sigilli della famosa abbazia di Melk in Austria; gli statuti dell’Ordine di Santo Stefano oltre al noto poema Girone il cortese , riscritto da Luigi Alamanni nel XVI secolo, ma nato nel corso del 1200.

Nella seconda sezione della mostra sono presenti delle rare edizioni illustrate dei grandi poemi epici rinascimentali, sorti nelle città di Firenze, alla corte dei Medici, e di Ferrara presso gli Estensi. Si possono ammirare un’edizione dell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, due edizioni dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, di cui una particolarmente rara, pubblicata a Venezia nel 1553 da Giovanni Andrea Valvassore, due edizioni della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso con bellissime incisioni di Agostino Carracci e Giacomo Franco, su disegni di Bernardo Castello.

Il percorso si conclude con uno sguardo rivolto alla rielaborazione in forma di parodia dei poemi cavallereschi, come accade per esempio nel famoso romanzo spagnolo Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, scritto all’inizio del XVII secolo, e con l’esposizione di alcune marionette di pupi siciliani del Novecento in abiti cavallereschi.

Pubblicato e aggiornato: venerdì, 04 marzo 2022