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Da Bassano a Khartum. Gian Battista Brocchi a 250 anni dalla nascita

A 250 anni dalla nascita di Giambattista Brocchi, avvenuta a Bassano del Grappa il 17 febbraio 1772, la Biblioteca celebra con una mostra il suo fondatore. Dopo il convegno tenutosi lo scorso 30 aprile, il calendario delle celebrazioni si arricchisce ora di un doveroso omaggio da parte della biblioteca a colui che con la sua donazione ha dato origine all’istituzione cittadina.

Prima del suo ultimo viaggio che lo porterà in Egitto e nell’alta Nubia, infatti, sicuramente presago dei rischi che avrebbe dovuto affrontare, Brocchi torna a Bassano e scrive il suo testamento, nel quale si legge: Primieramente do e lascio alla città di Bassano mia patria l’intiera mia libreria, consistente nella massima parte in opere di storia naturale. […] Intendo e voglio che questa libreria sia destinata alla pubblica utilità. Era il 30 luglio 1822, duecento anni fa esatti: una data significativa che la Città non poteva dimenticare.

La mostra allestita in biblioteca, dal titolo Da Bassano a Khartum. Gian Battista Brocchi a 250 anni dalla nascita , intende mettere in luce la poliedricità degli interessi di Brocchi, l’importanza dei suoi studi per la paleontologia moderna e i risvolti umani di questa singolare figura di studioso.

Oltre alla prima edizione della sua pubblicazione più importante, la Conchiologia fossile subappennina , pubblicata a Milano nel 1814, uno spazio è dedicato al suo lascito alla Città attraverso i documenti dell’Archivio storico e ad alcuni volumi che componevano la sua personale biblioteca. Tra i documenti più significativi sono i Quaderni di viaggio nei quali descrive con grande precisione di dettaglio e con suggestiva capacità di rievocazione le tappe del viaggio che lo porterà da Trieste, da cui salpò il 23 settembre 1822, fino ad Alessandria d’Egitto e poi a Khartūm, dove morirà il 23 settembre 1826.

Per la prima volta vengono esposti in mostra alcuni fogli di erbario con piante che egli raccolse in Egitto ed alcune conchiglie fossili collezionate assieme all’amico e fedele allievo Alberto Parolini nei viaggi sull’Appennino italiano.

Una teca, infine, è riservata ad un piccolo erbario ritrovato nel 2000 in una casa di Santa Caterina di Lusiana, attribuito dal botanico bassanese Giuseppe Busnardo a Giambattista Brocchi tramite precise indagini nonché confronti calligrafici. La cartella originale contiene circa ottanta campioni raccolti in Veneto e Trentino tra il 1808 e il 1814: una collezione preziosa perché anch’essa testimonia l’interesse di Brocchi per studi e osservazioni botaniche in qualsiasi luogo lo portassero i suoi viaggi scientifici che erano prevalentemente mineralogici, geologici e paleontologici. Altri erbari Brocchi sono conservati all’Orto botanico di Padova (l’erbario composto nelle escursioni appenniniche), all’Orto botanico di Roma (in larga parte sono piante della campagna romana) e in altre città (financo a Vienna).

La mostra dà conto anche del recente lavoro di ricostruzione della donazione di Brocchi condotto dal personale della biblioteca, che ha stabilito essere 2.193 i volumi che Brocchi donò (e non 1.650 come si tramandava), di cui oltre 180 edizioni del Cinquecento, 400 del Seicento, quasi mille quelle stampate nel corso del Settecento. A queste vanno aggiunti i 122 manoscritti e le 1.200 lettere che compongono l’Epistolario Brocchi.

La mostra sarà visitabile fino all’8 ottobre negli orari di apertura della biblioteca.

Pubblicato e aggiornato: venerdì, 10 giugno 2022