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«Continuum. Continuità nella pittura veneta» a Palazzo Agostinelli

Aprirà sabato 9 maggio 2015 alle ore 18 a Bassano del Grappa la mostra «Continuum. Continuità nella pittura veneta» allestita a Palazzo Agostinelli con opere di Emanuele Convento e Luciano Zarotti.

I due artisti, veneziani di quella sontuosa estensione di Venezia in terraferma che è la Riviera del Brenta, hanno inevitabilmente assorbito nella propria educazione visiva e nella formazione culturale ed artistica il contatto pressoché quotidiano con i grandi maestri della pittura operanti nei secoli d’oro della Serenissima Repubblica.

Luciano Zarotti, formatosi tra Parigi e Venezia, frequenta negli anni Sessanta la Scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Tito, di cui diviene in seguito assistente, subentrandogli poi come titolare alle cattedre di tecniche pittoriche e affresco.

Emauele Convento, dopo il diploma al Liceo artistico “A. Modigliani” di Padova ed una laurea in Filosofia e Scienze umane all’Università di Padova, si avvicina allo studio delle tecniche calcografiche, ma pratica anche altre forme espressive fino alla performance multimediale.

Il percorso nelle sale di Palazzo Agostinelli propone un itinerario simultaneo che rievoca un’ampia esperienza di procedimenti tecnici (pittura ad olio, guazzo, acquarello, tempera, ma anche incisione a ceramolle e puntasecca) e rivela una profonda familiarità con l’arte del passato. Ovunque si coglie l'uso del pennello a tocchi e “sfregazzi ”, vale a dire quella tecnica, praticata da Tintoretto e poi fatta propria anche dal giovane Tiepolo, di stendere con un pennello a setole rigide e corte un colore povero di legante sulla pittura già asciutta, così da lasciar trasparire il tono sottostante.

Figure, temi ed eventi attinti dall’antico sono però rielaborati con modi dal contemporaneo, in un procedimento che va dal figurativo all’astratto, dando una forma visibile ad un patrimonio di sentimenti, emozioni e memorie che in entrambi gli artisti costituiscono gli elementi congeniti del linguaggio visivo.

Come ricorda Giovanni Bianchi, curatore della mostra, le opere di Convento e Zarotti «sono la conseguenza di una profonda conoscenza della tecnica e del mestiere della pittura: ogni tela è preparata meticolosamente nello studio, ogni colore è creato mescolando le terre con l’olio di lino, come legante è utilizzata la colla di coniglio, il fondo è gessoso. È una pittura che richiede una preparazione attenta e tempi lunghi di realizzazione, imponendo pause obbligate e momenti di riflessione. È in questi momenti che la conoscenza degli artisti si amplia e si approfondisce, tanto che ogni quadro risulta come un nuovo sapere acquisito».

La mostra, corredata da catalogo a cura di Giovanni Bianchi e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bassano del Grappa, resterà aperta fino a domenica 31 maggio ad ingresso libero negli orari: venerdì e sabato 16-19.30, domenica 10.30-12.30 e 16-19:30.

Contatti: tel. 333.8968068 - tel. 335.735625 - arte.italiana@yahoo.it

Pubblicato e aggiornato: giovedì, 07 maggio 2015