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Bruno Breggion a Palazzo Agostinelli

Come da copione: l’apertura a palazzo Agostinelli della retrospettiva alla figura ed all’opera di Bruno Breggion: “Breggion. Il mio realismo” ha rinnovato l’attenzione su questo artista scomparso nel 2010, uno dei protagonisti dell’arte a Bassano dagli anni ’50, personaggio schivo eppure apprezzato e richiesto per le sue meditazioni senza tempo su località del territorio pedemontano e lagunare da lui frequentate: Acque, Privà, Colli Alti, Campocroce, Camol, Cornosega fino alle valli polesane e alla laguna veneziana; luoghi silenti di fienili coperti di lamiera, casare abbandonate, massi, dirupi, cespugli, luoghi interpretati in un verde tutto suo, un tono a lungo inseguito e preparato.

Da un lato per meglio conoscere ed apprezzare l’opera di Breggion ogni venerdì è possibile visitare la mostra di Palazzo Agostinelli con visita guidata gratuita; l’inizio della visita è fissata alle ore 17:00; per i gruppi si chiede la prenotazione - tel. 0424 519901 info@museibassano.it

Dall’altro dalla riservatezza delle collezioni private stanno uscendo altri lavori, altri tasselli inediti che vanno ad inserirsi nel regesto generale dell’artista: alcuni riferibili agli ultimi anni, quelli meglio noti, ma altri risalenti agli inizi degli anni Sessanta, anche realizzati nella tecnica a gessetto e con ogni probabilità databili alle stesse date, periodo finora scarsamente documentato.

La retrospettiva si regge tutta su una difficile ricerca, che ha incentrato la propria attenzione sulla ricostruzione della formazione di Breggion ed in particolare del momento parigino dell’artista. L’identificazione del periodo creativo legato al soggiorno a Parigi costituisce l’essenza significativa ed originale dell’esposizione in corso a palazzo Agostinelli. Con un primo, fugace, passaggio nella capitale francese tra il novembre del ’52 e la primavera del 1953 si introduce nell’ambiente degli artisti e delle gallerie; l’esperienza produce una serie di opere, sia realizzate sul posto sia rimeditate al rientro in Italia sulla scorta di istantanee fotografiche, che ritraggono i luoghi consacrati della veduta artistica di Parigi: la Senna, i ponti, Nôtre Dame, ma anche scorci periferici e industriali e lascia ben presto nella pennellata di Breggion un diverso spessore, carico di materia e di colore deciso, schiarito o affocato, con dominanza degli azzurri e dei bruni. È l’inizio di una lenta evoluzione, al tempo stesso psicologica e pittorica, che matura nuove consapevolezze e una diversa concezione della visione, dal reale ad una forma personale di realismo. I dipinti riferibili a questo periodo, davvero pochissimi, sono esposti in questa mostra che rappresenta perciò anche un momento di una ricerca che non si è fermata e che attende ancora la preziosa collaborazione di sensibili collezionisti.

L’operazione espositiva, coordinata dalla direzione del Museo civico bassanese, curata da Flavia Casagranda, corredata da catalogo con testi di Flavia Casagranda, Giuliana Ericani e Federica Millozzi, resterà aperta fino al 9 marzo con orari al venerdì 15:00 - 19:00 sabato e domenica 10:30 - 13:00 e 15:00 - 19:00 ad ingresso libero. Contatti: 0424 519901 info@museibassano.it

Pubblicato e aggiornato: giovedì, 20 febbraio 2014