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AVVISO RIVOLTO ENTI DEL TERZO SETTORE DISPONIBILI ALLA COPROGETTAZIONE DGR 840

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Con il presente avviso viene indetta un’istruttoria pubblica per l’individuazione di un Ente del Terzo Settore (in seguito anche ETS), anche in partenariato con altri ETS, in possesso dei
requisiti generali e di capacità tecnico-professionale, che manifesti la disponibilità alla coprogettazione e alla successiva gestione di attività nell’ambito dei progetti: "Reti Territoriali per
i Giovani Veneti - RE.TE. GIO-VE". DGR 840 del 12 luglio 2022.

Nello specifico, rispetto alle finalità d’intervento di cui alle DGR sopra citate, la coprogettazione
si svilupperà rispetto alle seguenti aree d’intervento/obiettivi operativi nei territori dei Comuni
del Distretto:
A) Scambio generazionale
Progettualità da sviluppare prevalentemente nei Comuni della pianura L’obiettivo specifico dell’area “Scambio generazionale” prevede la progettazione e realizzazione di occasioni di incontro tra generazioni, nello specifico tra adulti/anziani e giovani, che possano favorire il trasferimento di valori, credenze e skills. Tutto ciò rafforza i legami tra due generazioni considerate spesso poli opposti, che invece diventano risorsa l’uno per l’altro.
Uno dei principali vantaggi per i giovani è l’acquisizione di nuove conoscenze/competenze derivanti dall’interazione con un’altra generazione che possono essere mediate attraverso attività laboratoriali (artigianali, di creatività, di riscoperta di antichi mestieri) o di cura dei beni comuni. Gli anziani possono fornire una prospettiva diversa sugli eventi attuali attraverso le loro storie di vita, acquisendo a loro volta dai giovani elementi di conoscenza della cultura di oggi, in un atteggiamento reciproco di ascolto e integrazione fra esperienze diverse. Si creano così opportunità di crescita e arricchimento tra persone altrimenti distanti ed estranee che possono favorire l’instaurazione di una società più coesa.
La progettualità deve porsi in continuità con quanto già realizzato nel Distretto 1 AULSS 7
Pedemontana, negli anni precedenti in materia di politiche giovanili, sia dal punto di vista della
strategia complessiva sia per quanto riguarda il modello dell’impianto organizzativo.
La progettualità dovrebbe coinvolgere i giovani in età di frequenza della scuola secondaria di
primo e secondo grado.

B) Prevenzione disagio giovanile
Progettualità da sviluppare prevalentemente nei Comuni dell’Altopiano
L’obiettivo specifico dell’area “Prevenzione disagio giovanile” è quello di anticipare e
contrastare i fenomeni di disagio giovanile con specifiche e mirate proposte educative frutto di
un’analisi e di una strategia di rete comune condivisa sul territorio (scuole, amministrazioni
comunali, privato sociale, associazioni, famiglie).
Il lavoro di comunità dovrà avere come interlocutore privilegiato l’istituzione scolastica,
assieme agli altri soggetti locali, per riflettere su alcune condizioni/urgenze prioritarie:
1. La povertà educativa quale impossibilità per i minori di età di apprendere, sperimentare,
sviluppare e far fiorire liberamente capacità e aspirazioni, coltivare inclinazioni e talenti. Si
è visto anche nel nostro territorio, di anno in anno, che la povertà educativa toglie a
moltissimi ragazzi e ragazze il diritto di crescere inseguendo i propri sogni, come
conseguenza delle difficili condizioni economiche e sociali, privandoli di fatto delle stesse
opportunità dei loro coetanei in situazioni economiche più favorevoli.
2. La dispersione scolastica causa rallentamenti, ritardi o altre interruzioni più o meno
prolungate di un iter scolastico fino al totale abbandono; si tratta di un fenomeno in aumento
che si è aggravato durante il periodo pandemico; 3. La necessità, per gli adolescenti e i
giovani, di ritrovarsi e confrontarsi sui temi emozionali ed esistenziali al fine, anche, di
perseguire un maggior benessere personale e scolastico: il contesto scolastico può
promuovere e offrire esperienze significative ed importanti per la vita dei ragazzi.
Il progetto dovrà perseguire i seguenti obiettivi:
- realizzare percorsi di inclusione per i più vulnerabili, contrastando l’emarginazione, la
dispersione e l’abbandono scolastico;
- promuovere esperienze di sussidiarietà, relazioni fondate sulla responsabilizzazione e la
fiducia reciproca;
- favorire il confronto e lo scambio tra studenti dell’altopiano e tra questi e giovani di altri
territori;
- promuovere apertura anche della città verso la scuola (ass.ni che accolgono studenti,
educatori che interagiscono con i docenti/personale ATA/ psicologhe sportelli di ascolto,..);
- promuovere cittadinanza attiva, dove i giovani vengono educati alla cura dei beni comuni e
dalla scuola escono per prendersi cura dell’intero quartiere;
- coinvolgere le Comunità locali;
- promuovere aggregazione sociale;
- generare spazi di riflessione e condivisione tra scuola e comunità (Enti locali, Azienda
Sanitaria, Realtà del 3° settore, imprenditori).
La progettualità dovrebbe coinvolgere i giovani in età di frequenza della scuola secondaria di
primo e secondo grado.

Pubblicato: giovedì, 18 agosto 2022 - Ultimo aggiornamento: venerdì, 19 agosto 2022