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Appostamenti da caccia

In riferimento alle disposizioni normative previste in materia di appostamenti per la caccia si riporta in estratto l’art. 3 della Legge regionale 24 settembre 2013, n. 23 (BUR n. 82/2013):

 

“    1. Fatto salvo quanto previsto dall’ articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” così come modificato dal presente articolo, sono da considerarsi opere precarie e sono soggetti a DIA gli appostamenti per la caccia agevolmente rimovibili, destinati ad assolvere esigenze specifiche, contingenti e limitate nel tempo e ad essere rimossi al cessare della necessità. Ove tali opere ricadano in aree tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137”, le stesse sono assoggettate a procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell’allegato 1, punto 39, del decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139 “Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni”.

2. Sono soggette a semplice comunicazione le opere precarie di cui al comma 1, ove rimosse entro novanta giorni; è in ogni caso fatta salva l’autorizzazione paesaggistica semplificata qualora ricadano in aree tutelate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

3. I comuni possono determinare le modalità costruttive per gli appostamenti di caccia di cui ai commi 1 e 2, nel rispetto della vigente disciplina in materia edilizia.

4. Per gli appostamenti di caccia diversi da quelli di cui al presente articolo trovano applicazione le vigenti disposizioni in materia edilizia e paesaggistica.
5. La DIA di cui al comma 1 e la comunicazione di cui al comma 2 devono essere inoltrate al comune territorialmente competente e, per conoscenza, alla provincia territorialmente competente ai fini della pianificazione faunistico-venatoria.

6. Il comma 2 dell’articolo 20 bis della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” è così sostituito: omissis ( 1 )

7. La lettera h) del comma 2 dell’articolo 9 della legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” è così sostituita:

omissis ( 2 )   ”

 

Per l’installazione quindi di appostamenti da caccia rispondenti alle caratteristi dell’art. 3, commi 1 e 2, della LR 24 settembre 2013, n. 23 dovrà essere presentata, rispettivamente, DIA (art. 3 - comma 1) o Comunicazione (art. 3 - comma 2) utilizzando la presente modulistica del comune; è in ogni caso fatta salva la preventiva acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica, attraverso la presentazione di separata istanza/pratica di autorizzazione paesaggistica, qualora l’appostamento ricada in area tutelata ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

 

Si evidenzia inoltre che le caratteristiche strutturali degli appostamenti da caccia dovranno essere conformi a quelle indicate nell’allegata Delibera di Giunta Regionale n. 2584 del 20/12/2013. Inoltre, per gli appostamenti per la caccia agli ungulati e per la caccia ai colombacci, dovranno essere rispettati anche i specifici parametri tipologici di cui all’Art. 20 bis della Legge Regionale 50/93.

Pubblicato: giovedì, 06 marzo 2014 - Ultimo aggiornamento: martedì, 03 gennaio 2017