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Un approdo a Bratislava: dal 21 giugno Alessandro Magnasco alla Slovak National Gallery in Bratislava

È uscita in questi giorni dal Museo civico di Bassano del Grappa la tela “Frati cappuccini assistono ad un naufragio”, uno dei quattro dipinti di Alessandro Magnasco appartenenti alle collezioni museali e collocati in pinacoteca. Destinazione: Bratislava, dove sarà esposta nella mostra “Italian Painting of the 16th to 18th Centuries” organizzata dalla Slovak National Gallery di Bratislava e proposta a Palazzo Esterházy dal 21 giugno.

La mostra è stata progettata per proporre una esauriente selezione dei migliori dipinti degli artisti italiani più significativi del 16° al 18° secolo, prevalentemente da collezioni slovacche. Un centinaio di opere ad illustrare le correnti artistiche più significative, i centri d'arte più importanti, le firme più prestigiose che hanno influenzato il successivo corso della pittura europea.

D’obbligo in tale contesto la presenza di Alessandro Magnasco (Genova, 1667-1749) considerato uno dei pittori più originali del Settecento italiano, presente nella pinacoteca bassanese con altri tre pezzi, fra i quali il famoso “Refettorio dei frati”. L’operazione di prestito rientra nella strategia del Museo civico bassanese, impegnato a coltivare una prestigiosa rete di relazioni e di scambi che contribuiscano a qualificare ulteriormente il livello dell’istituto anche in ambito internazionale.

L’opera prestata alla Galleria nazionale di Bratislava appartiene alle collezioni museali bassanesi grazie alla donazione Adele Schiffi Calamai (2004). “Frati cappuccini assistono ad un naufragio” (1725 circa) propone un soggetto più volte interpretato da Magnasco, un pittore sensibile a tematiche morali, che spesso rappresenta la vita dei religiosi propugnandone un ritorno alla vita povera ed essenziale secondo i valori evangelici, denunciando con forza la corruzione ed il lusso degli ambienti conventuali del suo tempo. In quest’opera due frati inginocchiati sugli scogli, rivolti verso il mare invocano a braccia alzate il placarsi della tempesta che ha appena distrutto il galeone dove probabilmente erano imbarcati. Come ricorda Federica Millozzi, conservatore del Museo civico bassanese, nel catalogo della mostra: “la scena sembra offrire un pretesto per la rappresentazione di un paesaggio di mare dove il colore, tutto giocato sui toni dei bruni e degli azzurri, è steso con pennellate nervose e materiche, rischiarato da colpi di luce.“

Pubblicato e aggiornato: mercoledì, 19 giugno 2013