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Scrittori migranti in città - “Voci di Donne” - Giovedì 4, 11 e 18 aprile 2013

L’Associazione “Il Quarto Ponte – Centro Interculturale”, in collaborazione con la Biblioteca civica di Bassano del Grappa organizza la VI edizione della rassegna letteraria Scrittori migranti in città .  Quest'edizione porta con sè molte novità. Oltre a rappresentare l'inizio di un nuovo percorso di collaborazione con la biblioteca cittadina, propone per la prima volta una rassegna della letteratura migrante al femminile dal titolo Voci di Donne : tre scrittrici di nazionalità diverse racconteranno la loro storia, il loro angolo di mondo mediante la sperimentazione letteraria (l’identità), linguistica (una lingua non propria) e l’indagine sociologica. 

Le serate si svolgeranno in biblioteca nei giovedì di aprile alle ore 20.30.  Saranno tre incontri tematici diversi: una Serata “Asia” il 4 aprile con la presenza di Gabriella Kuruvilla, una Serata “Est Europa” l’11 aprile con Elvira Mujčić e il 18 aprile  una Serata “Africa” con la scrittrice Leila El Houssi. Come nelle scorse edizioni, alla fine di ogni incontro si potranno assaggiare dei cibi tradizionali dei paesi di provenienza di ciascuna scrittrice. 

La conduzione delle serata sarà affidata a tre diversi nomi del giornalismo locale: Alessandro Zaltron che condurrà la serata del 4 aprile, Lorenzo Parolin quella dell’11 aprile e Gianni Celi quella del 18 aprile. Anna Brantiforti presterà la sua voce per la lettura di brani scelti per ogni incontro.

Con l’arrivo della VI edizione la rassegna si conferma come un evento annuale all'avanguardia nella Regione Veneto.  Bassano del Grappa è stata e continuerà ad essere la città ospitante del progetto per il suo contributo ed importante aiuto nel creare un territorio fertile dove confrontarsi e dialogare per concretizzare, anche sul piano culturale e artistico, un progetto etico di intercultura, che investa ogni aspetto della vita umana, nella convinzione che oltre la tolleranza ci sia molto di più.

La rassegna ha ricevuto il sostegno di Coop Adriatica, azienda che ha accompagnato il progetto fin dalla sua prima edizione, della Libreria La Bassanese e delle pizzerie Alla Grotta e Al Saraceno.

PROGRAMMA:

GIOVEDÌ 4 APRILE  ORE 20.30 - SERATA  ASIA

Gabriella Kuruvilla, nata nel 1969 da padre indiano e madre italiana, è laureata in architettura e giornalista professionista, scrive e dipinge. Ha collaborato per diversi quotidiani e riviste, tra cui: "Corriere della Sera", "D", "Marie Claire", “Cosmopolitan", "Anna", "Max" e "Internazionale". I suoi quadri sono stati esposti in Italia e all’estero. Con lo pseudonimo di Viola Chandra ha pubblicato nel 2001 il romanzo Media chiara e nocciolin (DeriveApprodi), un estratto del quale è presente all’interno dell’antologia statunitense Multicultural Literature in Contemporary Italy di Marie Orton e Graziella Parati per Fairleigh Dickinson University Press (2007). Del 2005 è l’antologia Pecore nere (Laterza), che contiene due suoi racconti (Ruben e India ) mentre il racconto Documenti , premiato al Concorso Letterario Nazionale “Lingua Madre”, è pubblicato in Lingua Madre Duemilasette (Edizioni SEB 27). Nel giugno 2008 è uscito il libro di racconti È la vita, dolcezza , edito da Baldini Castoldi Dalai. Nel dicembre 2010 ha pubblicato il libro per bambini Questa non è una baby sitter con illustrazioni di Gabriella Giandelli (ed. Terre di Mezzo). Nel giugno 2012 è uscito Milano, fin qui tutto bene (Laterza).

Rassegna libro - Milano fin qui tutto bene

«Noi in Cina queste cose non le mangiamo, le facciamo solo per voi turisti». Stavo per dirle che in realtà noi, qui a Milano, anche in via Paolo Sarpi, siamo nativi, non turisti. Invece le ho chiesto: «Ma del formaggio, al posto del tofu, non è che ce l’avete?». Fruttivendoli e internet point cingalesi, ristoranti e alimentari sudamericani, macellerie e kebab arabi, centri-massaggi e incasinatissimi bazar di cinesi multitasking dove tra cellulari e computer trovi anche delle parrucche, se il taglio a 8 euro del negozio accanto non è proprio un capolavoro: siamo in via Padova, in viale Monza, in via Sarpi, in piazzale Corvetto, all’Isola e in Porta Venezia. Siamo a Milano, città del nuovo millennio, che non è «Parigi, dove paghi di più ma puoi fermarti al tavolino quanto vuoi. Siamo a Milano, dove tutto se fa de pressa: velocemente». Siamo in giro con Anita, Samir, Stefania, Tony, Gioia, Pietro, Laura e Lejla, fra panchine e bar dove anche gli incontri e gli amori vanno di corsa.

GIOVEDÌ 11 APRILE  ORE 20.30 - SERATA EST EUROPA

Elvira Mujčić è nata in Serbia nel 1980; è vissuta a Srebrenica, in Bosnia, fino al 1992, quando ha iniziato il suo girovagare per stabilirsi, infine, a Roma. Laureata in Lingue e letterature straniere, scrittrice e traduttrice letteraria, ha scritto pezzi teatrali (tra i quali Ballata per un assedio con Simone Gandolfo), saggi, poesie e reportage per diverse riviste italiane. Per i tipi di Baldini, Castoldi & Dalai ha tradotto in italiano Il letto di Frida di Slavenka Drakulić e per la Zandonai edizioni Il nostro uomo sul campo di Robert Perišić. Con Infinito edizioni ha pubblicato Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica (2007), E se Fuad avesse avuto la dinamite? (2009), l’e-book Sarajevo: la storia di un piccolo tradimento (2011) e La lingua di Ana (2012).

Il libro - La lingua di Ana

«C’è un detto secondo cui un uomo che parla due lingue vale due uomini. E quello che parla metà di una e metà di un'altra, vale un uomo? O ne vale mezzo?», si chiede Ana, un’adolescente moldava catapultata in Italia, nel momento in cui si rende conto di non sapersi esprimere totalmente né in italiano né in moldavo. Protagonista di questo libro è la lingua con il suo potere evocativo e al contempo alienante; la lingua che accoglie e respinge. L’incapacità di esprimersi si tramuta in difficoltà di esistere, ma con la possibilità di reinventarsi. Ana vive passo dopo passo il doloroso passaggio da una lingua all’altra, che non è un semplice cambio di simboli e significati, ma è una ricerca emozionale tra le ibridazioni dell’Io.

GIOVEDÌ 18 APRILE ORE 20.30 - SERATA AFRICA

Leila El Houssi è attualmente coordinatrice organizzativa e docente del Master Mediterranean Studies presso l’Università di Firenze e docente di Sociologia dei diritti umani presso l’Università di Padova. Ha completato un Master in “Studi interculturali” presso l’Università di Padova e conseguito il dottorato di ricerca in “Storia, istituzioni e relazioni internazionali dei paesi extra-europei” presso l’Università di Pisa. È un’esperta di storia e culture del Mediterraneo in età moderna e contemporanea, in particolare dei rapporti intercorsi fra l’Italia, la Tunisia e gli altri paesi del Nord Africa. Su questi temi ha pubblicato numerosi articoli su riviste e volumi italiani e stranieri. Ha collaborato con numerose riviste tra cui “Italianieuropei ondine”, “Il mulino ondine” e “Europress research”. Dal 2011 fa parte della redazione della rivista on-line “Yalla, Italia”.

Il libro - Costruire la libertà - Tunisia: Dalla modernità alla tradizione?

Resterà la Tunisia un paese aperto e transculturale? Da questo interrogativo l’autrice ripercorre il cammino dell’“Altro suo paese” dalla sua indipendenza fino ai giorni nostri, mostrandoci i forti legami fra quella terra e l’esperienza europea. Dal suo primo presidente  il “Despota illuminato” Habib Bourguiba, con il suo modello di laicità islamica a Zine Al Abidine Ben Ali la cui politica di “cambiamento” celava la continuazione di una pratica autoritaria che il regime continuava a svolgere, sempre giustificata dietro alla “bandiera” della lotta contro il terrorismo. Da “democrazia nascente” la Tunisia è presto diventata una “democrazia calante”, grazie anche alla complicità di un Occidente “laico” che si mostrava “cieco” di fronte alle continue violazioni dei diritti fondamentali. Sebbene privato di dignità e libertà, il popolo tunisino ha saputo infine reagire. Con la rivolta del gennaio 2011 e la messa in fuga del dittatore Ben Ali, la Tunisia ha respirato la libertà. Libertà di scegliere, libertà di agire, libertà di parlare, libertà di esprimersi.  La Tunisia sta vivendo oggi un processo di transizione democratica attraversato anche da ombre e inquietudini. Ma come rivela Leila El Houssi «siamo di fronte al punto di partenza di un processo di democratizzazione che sino a qualche tempo fa sembrava solo un sogno».

Pubblicato e aggiornato: mercoledì, 27 marzo 2013