Ti trovi in:

Home » Comune » Ufficio Stampa » Comunicati stampa » Rinnovamento spazi interni - Storia della Città e nuovo Bookshop al Museo civico

Rinnovamento spazi interni - Storia della Città e nuovo Bookshop al Museo civico

I Musei Civici e l’Amministrazione Comunale di Bassano del Grappa sono lieti di annunciare l’apertura al pubblico, da mercoledì 22 luglio 2020, della nuova sezione museale dedicata alla Storia della Città e di inaugurare i nuovi spazi della biglietteria e del bookshop, rinnovati nel percorso e negli allestimenti, grazie al contributo di due preziosi partner: la Regione Veneto e Confartigianato Vicenza. Storia della Città, la nuova sezione del Museo Civico
Presentata in anteprima al pubblico in occasione della festa di San Bassiano 2020, Storia della Città è la nuova sezione che arricchisce l’offerta culturale del Museo Civico di Bassano del Grappa. Ideata nel suo concept originario dalla Dott.ssa Giuliana Ericani, la sezione offre oggi un itinerario interattivo ricco di testimonianze che ripercorre lo sviluppo della città da un punto di vista urbano ed architettonico analizzandone la crescita demografica, le industrie, le arti e le attività artigianali. Attraverso la sezione archeologica bassanese, documenti, medaglie, affreschi, dipinti e sculture, il visitatore ripercorre le grandi trasformazioni della città, dal periodo protostorico alla nascita negli anni anteriori al Mille, dalla costruzione delle mura e dei grandi insediamenti religiosi allo sviluppo della dominazione viscontea della fine del Trecento, all’abbellimento rinascimentale delle chiese agli ampliamenti urbani del secondo Cinquecento e del Seicento. Supporti didattici e virtuali ricostruiscono gli ambienti e le sequenze storiche, consentendo di visualizzare le trasformazioni urbanistiche, architettoniche e le decorazioni freschive della città. L’apertura della nuova sezione museale si configura non solo come un’azione finalizzata a rendere fruibile una cospicua parte del patrimonio culturale cittadino, ora finalmente esposto, ma soprattutto al racconto di quelle che sono le radici dell’odierna città di Bassano del Grappa; un’importante operazione di studio e valorizzazione fondamentale per comprendere il nostro presente. Si ringrazia per questo la Regione Veneto, che ha reso possibile tramite fondi PAR-FSC 2007-2013 l’attuazione di progetto volto alla conservazione e alla promozione del patrimonio culturale territoriale, di cui la nuova sezione Storia della Città costituisce il principale intervento.Il percorso espositivo segue l’andamento cronologico di nascita e sviluppo della città di Bassano del Grappa ed inizia con una prima parte che dal periodo protostorico arriva fino all’età romana e tardoantica, momento in cui avviene la formazione del centro. In questa sezione sono esposti reperti come la Spada del Brenta , appartenuta ad un capo guerriero e rinvenuta casualmente sul letto del fiume nel 2009, alcuni marchi di fabbrica della fornace di San Giorgio in Angarano e i resti del sepolcreto di Cassanego.Nella sezione medievale due tombe longobarde testimoniano l’occupazione germanica sul territorio bassanese, all’epoca parte del Ducato di Treviso. Vari resti metallici offrono una panoramica sulla tecnologia militare dell’epoca, come le cuspidi di lancia, speroni o le diverse punte di freccia.Dalla sezione dedicata al Quattrocento, che vede esposte opere delle botteghe di Jacobello del Fiore e Bartolomeo Montagna, si passa poi a quella del Cinquecento, il secolo più ricco di arte per Bassano, che vede emergere la genialità della famiglia Da Ponte: tre generazioni di pittori che hanno segnato la storia dell’arte italiana e che hanno reso Bassano del Grappa un centro di produzione artistica d’eccellenza a cavallo del Cinquecento. È questo il secolo in cui Andrea Palladio progetta il rifacimento del Ponte Vecchio, ricostruito nel modellino ligneo esposto al centro della sezione e raffigurato anche nella tela di Leandro Da Ponte con il Podestà di Bassano davanti alla Vergine .Le sezioni dedicate al Sei-Settecento vedono esposti diversi manufatti che testimoniano la vivacità artigianale della città, attiva in campo ceramico grazie alla produzioni dei Manardi e degli Antonibon e nella stampa e nel suo commercio grazie alla celebre dinastia bassanese dei Remondini, a cui si deve quella che può essere definita la prima major mondiale dell’immagine.L’Unità d’Italia diede il via al movimento risorgimentale nella città: la sezione dedicata all’Ottocento conserva, oltre a vari dipinti e gessi, anche alcuni abiti da cerimonia, una bandiera di Bassano e una camera fotografica tascabile Dubroni. Le due Guerre Mondiali segnano tristemente la storia di Bassano, come dimostra la grande mappa murale nella parete di fondo che indica i punti in cui le granate e le bombe deflagrarono durante il primo conflitto.
La  danzatrice con le mani sui fianchi di Antonio Canova, nella sua frammentarietà, testimonia i gravi danni subiti nel secondo conflitto mondiale dal Museo Civico e dalle sue collezioni. Eppure il Novecento è stato anche un secolo di apertura, grazie alla costruzione della nuova linea ferroviaria che collega Bassano a Padova e grazie alla realizzazione del Ponte Nuovo, ricostruito nel modellino ligneo originale dell’ingegnere Domenico Menotti Marchiori.Ultima protagonista della nuova sezione dedicata alla Storia della Città è l’imponente gesso della Vittoria Alata , opera del 1935 di Francesco Rebesco che servì da matrice alla statua bronzea collocata nella bassanese caserma Montegrappa.

Gli spazi rinnovati della biglietteria e del bookshop
Il Museo Civico di Bassano del Grappa si rinnova anche grazie all’intervento che ha visto coinvolto lo spazio della biglietteria e del bookshop, ora rinnovati e presentati in una veste più aggiornata e moderna.

L’offerta dello shop museale si arricchisce con dei nuovi pezzi di artigianato artistico, in collaborazione con Confartigianato Imprese Vicenza, una vetrina per tante piccole imprese protagoniste con i loro prodotti, la loro arte e la loro storia.

La biglietteria, temporaneamente spostata nell’ufficio IAT nel periodo di durata dei lavori, torna ora nella sua postazione originale, fiancheggiante uno dei lati il Chiostro di San Francesco. Gli spazi d’ingresso e di accesso alle collezioni museali sono stati ripensati in base ad un percorso obbligatorio di entrata e uscita, che prevede il passaggio ai tornelli, garantendo così una visita in piena sicurezza. Un respiro più ampio è stato dato all’esposizione dei libri e dei cataloghi in vendita, con il riposizionamento degli scaffali lignei e l’allestimento di teche in vetro trasparente adeguatamente illuminate.

Un totem interattivo posizionato al termine del percorso di visita approfondisce le collezioni e alcune delle opere esposte nelle sedi museali, dando la possibilità al visitatore di consultare informazioni, orari di apertura ed attività dei Musei Civici e di valutare l’esperienza di vista appena conclusa.

Pubblicato e aggiornato: martedì, 21 luglio 2020